L’esistenza non è né angoscia né scacco, l’autore ne fornisce abbondante documentazione. Egli arriva a Giazza nell’ottobre del ’47 come profugo istriano, poco più che ventenne. Il racconto raccoglie fatti e persone di Giazza e s’immerge in un’epoca in cui il gabinetto è all’esterno, sopra la concimaia, l’illuminazione è data da una lucerna a petrolio e il pranzo di nozze viene preparato dalla zia. La chiarezza e la semplicità della prosa si pone in perfetta armonia con il mondo narrato, nel quale ogni pensiero, ogni sentimento, ogni ragionamento di donne, uomini e bambini diventano gesto, cioè dono, cioè vita.
F.to 17x24 cm | pp. 104
2017 | 1ª edizione
confezione brossurata
Isbn 978-88-6947-164-3
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